Disturbi alimentari

L‘anoressia é sicuramente il più noto tra i disordini del comportamento alimentare e sembra interessare prevalentemente giovani donne , ma anche una minore percentuale di uomini
Si tratta solitamente (ma non solo) di ragazze “in carne” che avvertono l’impaccio dei chili in più; la preoccupazione per l’aspetto fisico diviene dominante fino a che la ragazza non scopre la soluzione al proprio disagio: la dieta, che all’inizio non è diversa da analoghi tentativi di perdere peso di molte adolescenti, anche se in alcuni casi genererà un forte senso di autocontrollo. 
Perdere peso diventa l’unico obiettivo ed interesse ricercato attraverso l’attività fisica, anche molto intensa, la riduzione delle quantità di cibi ingeriti e, a lungo andare, anche una riduzione della varietà degli stessi.
 
L’altra faccia del problema la chiamiamo bulimia.
Il comportamento più caratteristico é l’abbuffata, circostanza in cui vengono assunte molto rapidamente enormi quantità di cibo spesso mescolando sapori anche molto diversi tra loro o proibiti perché particolarmente calorici.  Successivamente il senso di colpa, la delusione per il mancato autocontrollo e la vergogna portano a ricercare un rimedio estremo: il vomito con cui spesso, ma non sempre, si riescono a placare i sentimenti negativi. 
Per riassumere, quando si parla di bulimia si fa riferimento a:
– il bisogno ricorrente (e non episodico) di consumare grandi quantità di cibo;
– la paura morbosa di ingrassare;
– l’utilizzo del vomito autoindotto o di lassativi per evitare gli effetti ingrassanti del cibo.
 
Altra faccia ancora del problema è l’abbuffata compulsiva o binge eating laddove, per “abbuffata” si intende un dato più oggettivo e quindi il quantitativo eccessivo di cibo ingerito, mentre il termine “compulsiva” indica un dato che definiremmo maggiormente soggettivo, ovvero la necessità irresistibile….di abbuffarsi!
Qui parliamo di trasgressioni periodiche alla dieta seguita,  di eccessi parossistici di voracità in cui la persona sente di “perdere il controllo” (proprio come nella bulimia), ma senza vomito o altre pratiche compensatorie (diuretici, lassativi, clisteri etc.). 
Dunque, dopo qualche giorno di buona disciplina, in solitudine ed in segreto, il cedere alla tentazione di ingozzarsi è seguito, come nella bulimia, da sentimenti di colpa e di vergognadisagio e umore depresso.
Inoltre, mentre nella bulimia nervosa il peso corporeo é normale o inferiore alla norma, nel caso del beange eating il peso è superiore alla norma, nell’area del sovrappeso o dell’obesità.

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