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Dott.ssa Lara Sciscio Psicologa Psicoterapeuta

La parola è un potente sovrano (…). 

Essa ha il potere di troncare la paura, togliere il dolore, infondere gioia, aumentare la compassione

Gorgia



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Modello teorico 


Possedere un modello teorico è come avere una bussola che ti aiuta ad orientarti. Da lì puoi capire dove e come procedere. La mia bussola è il modello Interazionista.
"Interazione" è un concetto che indica l’influenza reciproca tra parti che interagendo danno vita ad un sistema.
Le interazioni semiotiche (la semiotica può essere definita come quella disciplina che studia i sistemi e i processi di significazione e di costruzione di senso) o socio-semiotiche sono quel tipo di interazioni di cui si occupano proprio gli psicoterapeuti.

Si tratta di una prospettiva attenta in particolare, a come i protagonisti di certe situazioni problematiche  generano, consolidano o risolvono le loro difficoltà con loro stessi, con gli altri o con il mondo. Esso postula la rilevanza dell'influenzamento reciproco tra sistemi interagenti, siano essi configurabili come azioni, linguaggi, ruoli/regole, significati, sentimenti, stati mentali e altro. Si tratta di sistemi che concorrono a creare quelle realtà che vengono agite, interpretate e vissute dalle persone.

Lo so. Paroloni! Allora provo a rendere le cose più semplici...

Intanto che cosa è la Psicoterapia? La parola Psicoterapia contiene la radice greca "terapia" che vuol dire "cura", e poi "psiche" che vuol dire "anima: traduciamolo in  "cura dell'anima". Questo tipo di disciplina si avvale di strumenti psicologici quali il colloquio, la relazione, le prescrizioni terapeutiche con l'intento di generare un cambiamento nei processi psicologici o nel comportamento di uno o più soggetti nella direzione di un maggior "benessere". 

Adesso sappiamo a cosa serve la Psicoterapia, o forse è meglio dire a cosa servono le Psicoterapie.

Già, perchè nella realtà esistono diversi modelli di Psicoterapia giudati da differenti teorie della mente e quindi dell'agire umano (la bussola per noi psicoterapeuti). Quello interazionista postula l'agire umano come un agire "intenzionale" e la persona non più come colui che è in balia degli eventi, non più come un soggetto passivo, ma come un soggetto attivo che agisce in base a:


- i significati che assegna alle cose e alle situazioni; 

- gli scopi che intende raggiungere (siano pure essi inconsapevoli);  

- i problemi che è intento a risolvere (sebbene a volte in maniera disfunzionale).


L'individuo come un vero costruttore di realtà seppur influenzato dai sistemi ai quali 

appartiene, intendiamoci! 

Da questa visione dell'individuo, scaturiscono tutta una serie di pratiche "psicologiche" utilizzate per modificare i "processi" che il paziente utilizza nel e per configurare le diverse realtà come problematiche. La conoscete la frase di Wiston Churchill? "Un pessimista vede le difficoltà in ogni opportunità; un ottimista vede le opportunità in ogni difficoltà". Ebbene, il modo di costruire le realtà condizionerà le nostre azioni! Il modo di costruire le realtà genererà, nella nostra vita, effetti completamente diversi. Allora è necessario cambiare quel modo di costruire le realtrà! Passare dal bicchiere mezzo pieno a quello mezzo vuoto e viceversa, a seconda dei casi.

Forse adesso sono riuscita a spiegarmi meglio...vero? A proposito, tu cosa vedi nella immagine qui in alto? Un vaso o due profili? 


Per concludere, le tecniche e i metodi della psicoterapia interazionista fanno riferimento all'impiego di protocolli che utilizzano procedimenti di intervento di tipo costruttivista, strategico, narrativo e olistico. Il modello interazionista ha, dunque, come riferimento epistemico e prassi operativa un approccio "pragmatista" quindi non positivista e non normativo, libero da istanze psichiatriche e privo di intenti pedagogico-correzionali che riconosce all'alterità lo status di diversità e non di malattia o di errore! Pertanto si tratterà di seguire il paziente nel suo desiderio di evoluzione e il terapeuta non sarà l'esperto dell'ordine morale o della normalità, ma l'agente di cambiamento al servizio del suo paziente!

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