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Dott.ssa Lara Sciscio Psicologa Psicoterapeuta

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“Ci sono sempre due scelte nella vita: accettare le condizioni in cui viviamo o assumersi la responsabilità di cambiarle”. 

                                          (D. Waitley)

ANSIA E PANICO




Il termine ansia trova un suo diretto corrispondente nel latino anxia, il quale a sua volta deriva, senza dubbio, dal verbo latino ango che significa stringere, soffocare o in altri termini angosciare.

Si tratta di uno stato di attivazione dell'organismo che si innesca quando una situazione viene percepita 'soggettivamente' come pericolosa.


Si tratta forse di un limite o di un disturbo?


No!

Alzi la mano chi non l'ha mai provata in occasione di un appuntamento importante o prima di partire per un lungo viaggio o, ancora, prima di un esame.


Allora di cosa si tratta?


Si tratta di un'importante risorsa, nonché condizione fisiologica, efficace in molti momenti della vita per:

-proteggerci dai rischi;

-mantenere lo stato di allerta;

-migliorare le prestazioni.


Sembra infatti che provare una certa quantità d’ansia a un esame o a una prestazione in campo scolastico, sportivo e lavorativo incida favorevolmente sulla concentrazione, ossia metta la persona in uno stato di allerta tale per cui risultano facilitate le capacità di elaborazione, attenzione e memoria. Essa è dunque una tensione generale che mobilita tutte le risorse fisiche e cognitive della persona per migliorarne la risposta all'ambiente. Se non fossimo sorretti da una opportuna “energia” ansiosa, nei momenti di maggior impegno, ci ridurremmo alla condizione di un pallone che ha perso il suo caratteristico volume oppure di una barca a vela senza vento in poppa.


Quando tuttavia l'attivazione del sistema diventa ingiustificata o sproporzionata rispetto alle situazioni, si avrà una reazione che, in realtà, può finire per complicare la vita di una persona e renderla incapace di affrontare anche le situazioni più comuni. Attenzione dunque, perché l'ansia è essenzialmente un’esperienza soggettiva, ovvero una risposta soggettiva: ciò che una situazione per una persona appare stimolante, per un’altra persona può essere vissuta in maniera negativa o addirittura catastrofica.

Così una persona può soffrire di intensi e improvvisi attacchi di ansia, senza preavviso (per es. i cosiddetti attacchi di panico), mentre un'altra comincia a stare male al solo pensiero di dover andare in vacanza lontano da casa, e un'altra ancora vive in un costante stato di allerta preoccupandosi di tutto e di tutti, un'altro ancora suda al solo pensiero della vista di un ragno. In questo ultimo caso sconsiglio vivamente di andare a vedere su you tube il cortometraggio: il sorriso di Diana ;-)

Si tratta, insomma,  di un sentimento spiacevole di allarme e di attesa che possa accadere “qualcosa” che più o meno vagamente temiamo, qualcosa di indesiderato o minaccioso.

L’ansia è quella sensazione psicofisica che avvertiamo quando ci sentiamo minacciati da qualcosa, o immaginiamo che nel nostro futuro imminente stia per accadere proprio ciò che maggiormente temiamo. Pertanto, tutti i disturbi di ansia sono caratterizzati da intensa e persisistente paura o preoccupazione nei confronti di situazioni o eventi percepiti come imprevedibili e incontrollabili.


Quando parliamo di ansia "incongrua" alla situazione, ci riferiamo a panico, fobie ed ossessioni, disturbo d'ansia generalizzato o disturbo post-traumatico da stress.

Il disturbo di panico presenta delle manifestazioni acute che si sviluppano in un lasso di tempo assai breve. Si tratta di attacchi che possono rimanere isolati e non ripresentarsi più nell'arco dell'intera vita oppure la costante preoccupazione e il controllo continuo da parte dell'individuo  di eventuali "indizi" di pericolo e reazioni interne che preannunciano il "peggio", possono modificare significativamente la sua esistenza. L'individuo tenderà ad adattarsi sempre più a questa esigenza (la paura del verificarsi di un nuovo attacco), "evitando" dunque le situazioni che associa all'evento temuto e peggiorando, di fatto, la capacità di far fronte alle diverse circostanze della propria vita con la conseguenza di amplificare il livello d'ansia percepito. 

Si innesca un vero e proprio circolo vizioso che lo imprigiona in una sequenza ricorsiva viziosa (quasi un rigido copione che si ripete).

Avete presente le superstizioni? Si evita una situazione, un numero, una persona per evitare la "sfortuna". Solo che nel caso delle superstizioni si ottiene la sensazione di essere riusciti a controllare gli eventi e ad allontanare la negatività!

Non è così per il panico! All'inizio l'evitamento sembra funzionare... ad evitare la paura, ma progressivamente aumentano le situazioni "pericolose" fino a che la vita dell'individuo finisce per essere significativamente limitata. In alcuni casi potrà arrivare, man mano, anche a non uscire più di casa! E' per questo che gli attacchi di panico si correlano significativamente a depressione e agorafobia (il termine indica letteralmente "la paura degli spazi aperti").

Se, al contrario, la persona si costringe ad uscire riuscendo a lavorare, fare la spesa o affrontare un viaggio, il risultato sarà una sensazione di fatica, di tensione e di senso di angoscia che disturba prepotentemente la quotidianità...


Allora cosa fare?

Uscire dall'ansia è sicuramente possibile, inoltre le ricerche (non solo recenti) hanno dimostrato che nel trattamento dei disturbi d'ansia, la psicoterapia è l'alternativa più efficace alla terapia farmacologica che a sua volta interviene solo sui sintomi del problema.

La terapia psicologica può aiutare a comprendere meglio le preoccupazioni e le paure, a guardare le situazioni in un'ottica nuova, meno spaventosa e a sviluppare una maggiore capacità di affrontare i problemi e risolverli nella maniera più efficace. L'obiettivo è quello di imparare a controllare l'ansia (e non di eliminarla) per poterla mantenere a livelli accettabili, adeguati e...utili!

Nel frattempo ricordate comunque che una lunga passeggiata ha la capacità di allentare le tensioni ansiose molto più di quanto possiate immaginare...




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